Un tuffo per la vita

Questa domenica, il 27 ottobre,  i donatori di sangue della FIDAS Valle d’Aosta hanno organizzato l’iniziativa “Un tuffo per la vita”. Un evento non agonistico ed aperto a tutti che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Nicola Brischigiaro, recordman dell’apnea estrema sotto i ghiacci e fondatore della scuola di “Apnea National School” di Gignod.
Abbiamo raccolto la sua testimonianza e quella di Gianmatteo Pacifico, presidente dei Donatori di sangue della Federata FIDAS Valdostana “San Michele Arcangelo” che ci ha raccontato la nascita di questo evento ma anche la sua particolare relazione con il mondo del dono del sangue.

“Mi presento: sono Gianmatteo Pacifico, un poliziotto in servizio da circa 10 anni presso la Questura di Aosta, donatore di sangue da circa 22 anni, sposato con Valentina, anche lei donatrice di sangue, e papà di tre splendidi bimbi Giulia, Samuele e Daniele.

Dal 12 gennaio del 2018, la mia famiglia, ma in prima persona nostra figlia Giulia, combatte contro la Leucemia Linfoblastica Acuta, una bruttissima malattia del sangue, che colpisce tanti bimbi e adolescenti, per fortuna la più curabile.
Tra lunghi ricoveri e una moltitudine di day hospital per essere sottoposta a spossanti chemioterapie, ogni giorno contavamo unitamente ai dottori dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, quanti globuli bianchi e piastrine rimanevano a Giulia e l’emoglobina che scendeva vertiginosamente a causa dei potenti medicinali e allora via di trasfusioni.
testimonianza fidas vdaSeduto accanto al letto di Giulia, guardavo ogni singola goccia di sangue entrare nel suo piccolo corpo, fino al termine della sacca, e mi chiedevo di chi fosse quel sangue… una persona a noi sconosciuta stava salvando la vita di nostra figlia. Senza chiedere nulla in cambio, ci stava dando ancora una speranza.

Ho voluto iniziare questa presentazione con questa breve testimonianza, che racchiude il SENSO del dono del sangue… DONARE UNA SPERANZA!

Dall’ 8 maggio scorso ho l’onore e l’onere di essere il rappresentante della prima federata FIDAS valdostana e 67esima in Italia “San Michele Arcangelo”.
L’onore perché oggi rappresento 1679 donatori volontari iscritti alla San Michele Arcangelo, il 12,5% in Valle d’Aosta, e l’onere di far sì che questi siano sempre in numero crescente.

Dono il sangue da quando ho compiuto 18 anni e ho sempre pensato che fosse giusto, anche se non immaginavo neanche quanto potesse essere importante e vitale un gesto tanto semplice, una speranza per il prossimo. Fino a quando il prossimo è diventata mia figlia Giulia.

Vivendo per circa un anno nel reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Regina Margherita di Torino, ho capito che essere soltanto un donatore di sangue non basta. Bisogna diffondere e promuovere incessantemente la cultura del dono del sangue. Da lì, supportato e invogliato dal Direttivo della Federata, nonché da tutti i componenti del Direttivo Regionale Fidas, in primis dal Presidente Rosario Mele, con la preziosissima collaborazione di Nicola Brischigiaro e di tutto lo staff della piscina di Variney ha preso vita questo evento, “Un tuffo per la vita”.

In questa giornata abbiamo voluto ricordare che il sangue non si produce in laboratorio, ma ha bisogno dell’importante presa di coscienza collettiva, dove ognuno di noi deve considerarsi risorsa indispensabile.
L’evento organizzato con Nicola Brischigiaro è stato un momento di festa tra volontari e donatori finalizzato ad accrescere le azioni di sensibilizzazione e di promozione alla donazione volontaria, periodica e gratuita del sangue, per suggellare un forte vincolo di civica solidarietà e attiva partecipazione. Un’occasione utile per lanciare con forza un appello accorato ai giovani valdostani, affinché si avvicinino al dono del sangue con responsabilità e consapevolezza.

Ha preso parte all’evento anche Nicola Brischigiaro, pluriprimatista mondiale di apnea estrema, il quale ha dichiarato: “È per me un grande piacere ospitare l’iniziativa messa in atto dal Presidente FIDAS VdA – San Michele Arcangelo, Gianmatteo Pacifico. Donare, nel senso puro della parola, è un atto di grande amore, sensibilità e umanità. Chi dona, prova sensazioni straordinarie, uniche. Donare significa essere e sentirsi parte integrante di questo mondo e non solo spettatore passivo della propria o altrui esistenza. Per questo motivo credo che tutti dovrebbero riflettere sull’importanza del donare. Siamo una catena, tutti uniti possiamo andare lontani. Quando Gianmatteo mi ha raccontato di questa iniziativa, non ho avuto la minima esitazione. Il nostro Centro Acquatico è e sarà sempre a completa disposizione per far vivere, ai partecipanti, momenti di piacevole convivialità e sentirsi ancora più parte di un percorso spesso difficile. Perché, per tanti, ancora troppi, donare significa togliere a se stessi.  Ma non c’è nulla di più sbagliato. Chi dona, riempie di linfa vitale il suo cuore. E, nel caso della FIDAS, la donazione rappresenta persino una speranza di vita. Gianmatteo, vi aspettiamo a braccia aperte e con il cuore in mano! Benvenuta FIDAS!”

 

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