E se fossi tu il numero 100.000?

Nella settimana “Match it now” Enrico racconta
la sua esperienza da donatore

Uno su mille ce la fa, ma quanto è dura la salita, in gioco c’è la vita” cantava Gianni Morandi verso la fine degli anni 80. Uno su centomila è il dato che più mi ha sconvolto quando ho svolto il colloquio finale prima della donazione del midollo osseo.

Mi ero iscritto al registro dei donatori di midollo dopo la prima donazione di sangue però devo esser sincero: non sapevo bene cosa questo comportasse. La sicurezza della dottoressa presente al Centro Trasfusionale di Verona mi aveva trasmesso tuttavia quel senso di tranquillità che serviva. Cosa mi costava farmi prelevare una provetta di sangue in più? A me non ha cambiato più di tanto la vita, però ad una ragazza inglese malata di leucemia sì.

Quando mi hanno chiamato durante l’estate per recarmi al centro trasfusionale e poter così effettuare analisi più approfondite, dato che era presente una buona compatibilità tra me e lei, non ho esitato, anche perché uno dei pensieri che mi ha trasmesso la determinazione necessaria è stata: “e se qualcuno a cui tengo fosse nella stessa situazione di questa ragazza?”. Quasi incredibilmente, alla conclusione degli esami, sono stato informato che il mio midollo poteva essere davvero di aiuto a qualcuno. Dopo aver fatto una serie di iniezioni di Myielostim, un farmaco che “libera” le cellule staminali emopoietiche nel sangue, ho effettuato la donazione presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale di Borgo Roma, a Verona, nell’ottobre del 2017. Si è trattato di una donazione di sangue periferico, durata 5 ore: il mio sangue veniva prima filtrato da un macchinario che tratteneva le cellule staminali necessarie e poi reimmesso. Non è stato per niente doloroso.

Da anni faccio parte del gruppo Giovani Fidas di Verona e devo dire che tra loro ho trovato tante persone e amici che credono davvero nell’importanza del dono del sangue, ma anche la donazione di midollo è veramente da non sottovalutare. Se tutti ci facessimo tipizzare, sarebbe molto meno complicato trovare il donatore compatibile per chi sta aspettando il suo numero 100.000!!
Per farsi tipizzare non serve niente di speciale: basta recarsi al Centro Trasfusionale della propria città e chiedere informazioni. A Verona basta compilare un modulo ulteriore rispetto al questionario del donatore e poi le informazioni relative alla tipizzazione vengono inviate a Genova, dove si trova l’IBMDR, ovvero il Registro nazionale Italiano Donatori di Midollo Osseo.
Tutti i giovani hanno in mente di fare qualcosa di speciale nella vita. Per me questa è stata una piccola avventura da ricordare: spero che molti altri possano viverla. In fin dei conti donare non è poi così difficile.

 

Donazione midollo osseo
Enrico Bresadola, del gruppo Giovani FIDAS Verona, il giorno della donazione del midollo. Con lui alcuni volontari della FIDAS, tra i quali Chiara Donadelli, presidente FIDAS Verona.
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