Una nemica da combattere nel rispetto della catena alimentare

Le zanzare infastidiscono le nostre estati: spesso sono responsabili di notti in bianco, di pruriti insopportabili, di atti di autolesionismo come quando le sentiamo vibrare vicino al nostro orecchio. Ma purtroppo i molestissimi insetti che con il caldo cominciano a popolare le nostre vacanze sono anche causa di numerose patologie. West Nile Virus, Chikungunya, Dengue, sono solo alcuni dei virus trasmessi con notevoli effetti sulla popolazione e sui donatori di sangue. Le conseguenze a volte sono drammatiche per il sistema sangue in Italia, come è successo lo scorso anno. Ma per difendersi da un nemico, occorre conoscerlo bene, per questo abbiamo chiesto l’aiuto di un esperto, il dottor David Puccioni, biologo e consulente per il controllo delle zanzare ed altri infestanti urbani.

DavidPuccioni

  1. Con il clima caldo in Italia ritornano anche le zanzare. Quali sono le specie diffuse in Italia? Quali sono le differenze tra loro in merito alla diffusione territoriale e alla presenza di giorno e di notte?

Le zanzare sono insetti ematofagi: le femmine pungono per procurarsi il pasto di sangue necessario a produrre uova in abbondanza. Sono presenti numerose specie in tutto il mondo ed ognuna presenta un particolare adattamento all’ambiente e all’ospite seguendo dei ritmi durante il giorno. In Italia ci sono circa 70 specie suddivise nei due gruppi principali delle Anofeline, a cui appartiene il genere Anopheles e le Culicine che includono vari generi tra cui Culex, Aedes, Ochlerotatus, Culiseta.

Le specie più diffuse sono quelle che hanno saputo adattarsi meglio alle trasformazioni ambientali prodotte dall’uomo. La scomparsa di habitat naturali, la cementificazione e l’inquinamento hanno favorito in modo particolare quelle tipiche in ambito: la Culex pipiens e la Aedes albopictus, rispettivamente la zanzara comune attiva di notte e quella tigre attiva di giorno. Queste due specie rappresentano la principale criticità e richiedono i maggiori interventi di controllo.

A livello regionale invece possono esserci situazioni ambientali peculiari che favoriscono lo sviluppo di specie tipiche di ambienti rurali e di semi-naturali. Ad esempio in Versilia, in prossimità dei laghi di Porta e Massaciuccoli vive una specie attiva al crepuscolo che si chiama Coquillettidia richiardii. Particolare delle larve è un sifone perforante che penetra nei tessuti radicale di piante acquatiche permettendo alle larve di respirare e nascondersi dai predatori. Un’altra specie molto diffusa è la Ochlerotatus caspius tipica di aree umide temporanee. La specie riveste un problema soprattutto nelle risaie perché i cicli di allagamento e asciutta, che richiedono certe varietà di riso, favoriscono una proliferazione esponenziale nel corso della stagione favorevole. Tipica di alcune zone del Piemonte e della Lombardia, è comunque diffusa in varie zone d’Italia, in presenza di zone umide naturali.

Una particolarità che accomuna queste due specie (Coquillettidia e O. caspius) è quella di spostarsi in volo anche per diversi chilometri (15-20) dal luogo di origine, sorvolando i confini comunali e generando una molestia in aree lontane.

A seconda delle zone poi possono esserci delle situazioni locali meno note. Ad esempio, lungo il litorale toscano che va da Calambrone a Viareggio, vive una specie la Ochlerotatus rusticus tipica di zone umide boscate. Le uova nel terreno si schiudono in periodo invernale quando le lame vengono ricoperte dall’acqua. Le larve completano lo sviluppo nei primi mesi di aprile e gli adulti, favoriti da stagioni invernali molto piovose, sfarfallano a migliaia a metà primavera. Possiamo avere invasioni di centinaia di zanzare lungo la costa e successivamente anche verso l’interno dove si spostano più lentamente.

Zanzare2

  1. Quali sono le caratteristiche ambientali che favoriscono la diffusione delle zanzare? Ci sono zone o regioni in cui il problema è più evidente?

Le zanzare sono favorite soprattutto dalla presenza di ristagni d’acqua privi di predatori naturali.  Normalmente queste situazioni sono sporadiche, ma grazie alle attività umane possono essere compromessi i delicati equilibri naturali degli ecosistemi acquatici. Inoltre, alcuni comportamenti incrementano la presenza di siti artificiali idonei allo sviluppo larvale e aiutano le zanzare adulte a sopravvivere.

L’inquinamento delle zone umide, quali fossi e canali, impedisce ai pesci o agli invertebrati acquatici di predare le larve. Anche le attività di manutenzione dei corsi d’acqua, con le cementificazioni degli argini e il taglio della vegetazione spondale, possono distruggere i delicati equilibri dei potenziali predatori.

In orti, giardini e nelle zone di viabilità possiamo trovare innumerevoli centri di allevamento per le zanzare urbane. Così, bidoncini per la raccolta dell’acqua, sottovasi, contenitori vari più o meno abbandonati, tombini o griglie per lo scolo delle acque, sono siti idonei alla proliferazione delle specie urbane ed in particolare della zanzara tigre.

Infine, non dobbiamo dimenticarci che gli adulti di zanzara vivono bene se hanno zone di protezione e tanta umidità. Le siepi che circondano le abitazioni e le irrigazioni frequenti (certe persone irrigano, con enorme spreco di acqua, tutti i giorni il proprio giardino) sono un sostegno che diamo alle zanzare adulte per vivere meglio.

  1. Esistono metodi naturali per difendersi e che al tempo stesso non danneggino l’ambiente? L’alimentazione può aiutare o non è correlata?

I metodi più efficaci contro le zanzare sono innanzitutto di natura preventiva. Dobbiamo cercare di salvaguardare l’ambiente ed evitare di avere situazioni (ristagni d’acqua) che favoriscano il loro sviluppo eccessivo. Per difendersi dalle punture possiamo creare una barriera in casa con zanzariere o aria condizionata. All’esterno creare una barriera naturale è più complesso. L’uso di repellenti per la pelle può aiutare molto, ma devono essere utilizzati prodotti certificati rispettando i tempi di applicazione. I prodotti fai da te potrebbero essere pericolosi in situazione di emergenza sanitaria e non proteggerci adeguatamente. Comunque se parliamo di prodotti naturali ci sono in commercio alcuni estratti a base di Eucalipto, Geraniolo e Olio di Neem. La garanzia di ciò che acquistate è nell’etichetta, oggi per legge i prodotti devono riportare il target a cui sono destinati. Se non si fa esplicito riferimento alle zanzare meglio evitare di comprarlo. In caso di viaggi all’estero, in aree endemiche per alcune malattie trasmesse da zanzare, prendete un repellente con una quantità di principio attivo alta (20-30%).

  1. Esistono persone che sono immuni alle punture di zanzara? Perché?

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Continua a leggere l’articolo di Cristiano Lena sul nuovo numero di NOI IN FIDAS 

 

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