Disabilità e donazione di sangue: come e quando è possibile?

Da-castigo-degli-dei-a-diversamente-abili-l_identita-sociale-del-disabile-nel-corso-del-tempo_IMMAGINE-PER-ARTICOLI_Fotolia_69187814_Subscription_Monthly_M-680x365E’ la  “condizione di chi, in seguito a una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale”, ma  la realtà della disabilità è ben diversa. Perché ci sono alcune persone che, nonostante una limitazione fisica, hanno scelto consapevolmente di fare qualcosa per gli altri tendendo il proprio braccio.

E se donazione di sangue e disabilità sembrava essere un binomio difficilmente conciliabile, ci siamo resi conto che in alcuni casi le due realtà possono convivere tranquillamente.

Stefania Vaglio, Direttore del Servizio Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma, nonché componente del Comitato Medico Scientifico FIDAS, ci ha aiutato a capire meglio come e quando è possibile coniugare un handicap fisico con la donazione di sangue ed emocomponenti.

group-work-454882_960_720D – Dottoressa Vaglio, donazione di sangue e disabilità. Si tratta di un binomio conciliabile?
R- Certamente, dipende dal tipo di disabilità. Il termine è talmente ampio che comprende realtà molto diverse tra loro. Ci possono essere, ad esempio, disabilità fisiche che non comportano esclusione dalla donazione, come pure situazioni in cui la disabilità deriva da un’eziopatogenesi non nota; in questo caso tutto ciò che è non noto viene monitorato nel Sistema Trasfusionale in maniera particolare. Poi ci sono le disabilità che comportano l’incapacità di esprimere un consenso informato consapevole, in quanto il paziente non ha raggiunto un necessario livello di sviluppo cognitivo.

D- È possibile indicare quali forme di disabilità permettono l’accesso alla donazione del sangue?
Ci sono disabilità che non escludono dalla donazione mentre ci sono esclusioni dalla donazione che investono persone con disabilità. L’esistenza, ad esempio, di alcune condizioni genetiche non è “d’ufficio” un criterio di esclusione. Mentre sempre devono essere presenti una condizione di piena maturità e consapevolezza del gesto che si intende compiere. Inoltre occorre valutare la trasmissibilità di una determinata patologia o la presenza di una condizione che rientri nei criteri di esclusione dalla donazione del sangue a tutela del donatore.

D – Chi può indicare ad un disabile se può donare il sangue?
In Italia la selezione del donatore è affidata al personale medico e in questo caso è proprio il medico colui che valuta la situazione nel suo insieme riappropriandosi pienamente del suo ruolo clinico.

Nel nuovo numero di NOI IN FIDAS è possibile trovare l’approfondimento sul rapporto donazione e disabilità e le storie di Daniela, Alessio e Simonetta

Cristiano Lena
Responsabile Comunicazione FIDAS nazionale

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