Ogni predicato vuole il soggetto giusto

Pablo Neruda diceva “Prenditi il tempo per dare perché il giorno è troppo corto per essere egoisti”. Un ottimo adagio per ricordare quanto sia importante dare agli altri. Anche tendendo il proprio braccio. D’altronde, lo abbiamo ricordato tante, ma tante volte, donare sangue è un gesto semplice, che però risulta vitale per quanti ne usufruiscono.

Ora gli appelli alla donazione si susseguono incessantemente in ogni parte d’Italia, a volte con toni che invitano a ricordare l’importanza del gesto, altre volte con l’utilizzo del termine “emergenza” che se da una parte può portare ad una risposta immediata di quanti si lasciano travolgere dall’onda emotiva, dall’altra non assicura la fidelizzazione del donatore.

blood_drop_searchNel corso delle ultime settimane, da varie Regioni è partito l’appello per andare a donare, si è utilizzato il termine “emergenza” o la parola “criticità”, si è ribadito che i giovani donano poco, si è sottolineato ancora una volta come la popolazione stia invecchiando e occorra garantire il ricambio generazionale. Ma si sono letti anche articoli che indicano come alcune realtà associative siano in buona salute, che il numero di donatori in alcune zone del Belpaese sia in crescita. Qualche cittadino ha anche manifestato una certa perplessità di fronte a tale situazione indicando come “non normale” una situazione sia in emergenza più volte l’anno. Allora come stanno le cose?

La risposta non è affatto semplice, ma forse si può chiarire ancora una volta ricordando il ruolo del Centro Nazionale Sangue e dei Centri Regionali di Coordinamento delle Attività Trasfusionali che, in collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue seguono una programmazione annuale sulla base degli effettivi bisogni della popolazione, valutando anche che alcune regioni sono in grado di sostenerne delle altre in cui la cultura del dono è meno sviluppata. Ma questa è un’altra storia.

Casapound

Fatto sta che ieri è comparso in rete un invito a donare promosso da Casapound e dal Gr.I.Me.S, Gruppo Intervento di Medicina Sociale (confesso la mia ignoranza, non ne avevo mai sentito parlare, ma altro non è che una costola di Casapound).

Ora secondo questo manifesto, il cui slogan richiama una frase di un altro poeta, Gabriele D’Annunzio, da venerdì 26 a domenica 28 maggio “raccoglieremo il più concreto atto di solidarietà: Donare te stesso. Non ti deludere”. Va bene, mettiamo da parte lo slogan che mi apre una serie di immagini legate alle trasmissioni di Real Time in cui lo sventurato soggetto obeso è costretto a seguire un programma di dimagrimento forzato per non deludersi. Tuttavia insegno italiano nelle scuole superiori dal 1999 e, come dico sempre ai miei studenti, un predicato verbale necessita di un soggetto. Allora qual è il soggetto di “raccoglieremo”? Da quando Casapound, le cui intenzioni possono anche essere onorevoli, ha acquisito la facoltà di raccogliere sangue? Mi sono perso forse qualcosa? Oppure un cambiamento normativo ha fatto sì che i soggetti autorizzati a raccogliere sangue siano i movimenti politici, o le associazioni di bagnini, o gli autisti del tram o ancora gli astrofisici.

OminiLegoNo, non funziona davvero così. La normativa (ma mettiamoci pure il buon senso) dice altro. Ricorda che i soggetti titolati per la raccolta sono i Servizi Trasfusionali degli ospedali e le Unità di Raccolta gestite dalle Associazioni che hanno avuto un’autorizzazione per farlo. E che le Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue collaborano per il raggiungimento dell’autosufficienza, per la sensibilizzazione al dono, per la chiamata dei donatori e quant’altro.

Chiariamoci: tutti i cittadini possono contribuire all’attività di sensibilizzazione al dono del sangue, anzi abbiamo ribadito più volte che tendere il braccio è un dovere civico. Il problema non sta nell’attività di promozione messa in atto per il prossimo fine settimana. Il problema risiede nella totale estraneità dei Servizi Trasfusionali e delle Strutture Regionali di Coordinamento coinvolte. In poche parole: dagli ospedali indicati dal manifesto non è stata segnalata nessuna attività, né si tratta di un’iniziativa concordata e programmata con gli attori del sistema trasfusionale.

Chiariamo ancora: non vogliamo farne una questione politica. Come ricorda lo Statuto, FIDAS è una Federazione apolitica e qui non vogliamo criticare Casapound per la sua missione. La stessa situazione ci sarebbe con un qualsiasi movimento o partito politico che solleciti in modo improprio un’adunata della cittadinanza.

Possiamo sospettare che in questo caso si voglia strumentalizzare l’atto della donazione? Forse non è questa l’intenzione, ma l’effetto è molto vicino. E per la prossima volta, è meglio ricordare che ogni predicato vuole il soggetto giusto.

 

Cristiano Lena
Responsabile Comunicazione FIDAS Nazionale

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