Se queste sono le regole…

Sabato 18 febbraio, su La Stampa, nello spazio riservato all’editoriale dei lettori, è stata pubblicata la lettera di una giovane studentessa di medicina che lamentava l’essere stata esclusa dalla donazione di sangue in quanto nell’ultimo mese e mezzo aveva avuto un rapporto occasionale. E in riferimento a quest’ultimo aspetto qualcuno potrebbe anche pensare “beate te!”. Comunque, la questione posta da Agnese, così si firma la giovane, riguarda la normativa che esclude quanti negli ultimi 4 mesi abbiano cambiato partner. Non per portare avanti un modello educativo di stabilità sentimentale, ma per tutelare la salute del ricevente. E, aggiungerei, anche per ricordare che per donare sangue è necessario seguire corretti stili di vita che prevedono anche un’attenzione nei rapporti sessuali.

immagini-blog-2Agnese nella sua lettera va oltre, dicendo che “se queste sono le regole, chi può donare il sangue?”. Il cerchio si restringe e i donatori saranno sempre di meno. Ovviamente la lettera non è passata inosservata e su La Stampa in edicola questa mattina erano presenti due risposte. Nella prima il dott. Roberto Ravera, direttore sanitario dell’Unità di Raccolta dell’AVIS di Torino, con grande puntualità facendo riferimento al Decreto ministeriale del 2 novembre 2015, ricorda quali sono i motivi della sospensione temporanea invitando Agnese a non desistere dalla sua volontà di continuare a donare. Di tutt’altro genere la risposta del signor Briano che, oltre a sottolineare che nei giovani si siano persi alcuni riferimenti valoriali che hanno caratterizzato le vecchie generazioni, ricorda come il percorso normativo sul sangue, all’indomani degli scandali degli anni ’80 e ’90, si sia sviluppato mettendo al centro la tutela del ricevente.

immagini-blog-3Da qualche giorno avevo in mente anche io di rispondere ad Agnese e questa mattina sono riuscito a trovare un po’ di tempo per scrivere, anche perché ho l’impressione che nelle risposte pubblicate oggi non siano stati trattati alcuni aspetti che ritengo importanti. Innanzitutto, per parafrasare Simone Cristicchi comincerei con il dire: “Cara studentessa universitaria poco solitaria nella tua stanzetta umida” prova a cambiare prospettiva, esci dalla stanzetta delle tue convinzioni che rispetto pienamente anche se non le condivido, e scendi dallo scranno di liberatrice dalle catene normative. Invece, mettiti nei panni di chi ha necessità di una trasfusione di sangue perché ha subito un intervento o di un talassemico che ogni due settimane deve ricorrere ad un’infusione di globuli rossi. Come ti sentiresti se sapessi che il sangue di cui hai bisogno venisse da un donatore nei confronti del quale non si è totalmente sicuri? È vero che ci sono tutti gli screening, ma è anche vero che in Italia, è il medico selezionatore che ha la responsabilità nei confronti del sangue donato e che occorre una completa sicurezza, a partire dalle dichiarazioni del donatore. Affermi di stare tranquilla perché hai avuto rapporti protetti, ma è lo stesso che credeva la donna che è rimasta incinta nonostante l’uso del preservativo: stando ad una recente ricerca del CENSIS,  infatti, è lo stesso che credono il 17,6% e il 13,2% di giovani tra i 18 e i 24 anni quando ritengono di prevenire le malattie sessualmente trasmissibili attraverso l’uso della pillola anticoncezionale e dei coito interrotto.

immagini-blog-1Mi spiego meglio. Il tanto discusso decreto normativo del 2015 è il risultato di anni di lavoro da parte di tutti gli attori del Sistema Sangue e si basa anche su una serie di evidenze scientifiche che hanno portato a dettare i criteri di sospensione dalla donazione. Secondo punto: come mi è capitato di sottolineare qualche tempo fa, la donazione di sangue è un dovere civico, ma non è un diritto  e non si può pretendere di donare se non sussistono le condizioni. Infine voglio fare mia la conclusione del sig. Giuliano: anche io sono un inguaribile ottimista e sono convinto che l’attività di sensibilizzazione al dono del sangue sia in grado di educare a quei corretti stili di vita che non sono assolutamente vincoli nei confronti delle libertà individuali. Ed infine, cara Agnese, sono anche certo che fino ad oggi tu abbia donato perché convinta dell’utilità del gesto e mi auguro che l’esclusione temporanea non ti impedisca di continuare a promuovere il valore del dono e a contribuire ad una corretta informazione.

Cristiano Lena, donatore di sangue e responsabile Comunicazione FIDAS Nazionale

 

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