L’emergenza di cui non si parla

Nei mesi passati in più di un’occasione, e non sempre a proposito, si è invitata la popolazione alla donazione di sangue per sopperire a presunte carenze di emocomponenti. Certamente eventi straordinari come un grave incidente ferroviario o un sisma coinvolgono emotivamente tutti e in tanti si sono affrettati a tendere il braccio, anche se, come ho avuto modo di sottolineare già, si è spesso trattato di un gesto immediato.

Ma la donazione di sangue e di emocomponenti in Italia non si basa sullo spontaneismo, ma sulla programmazione dei bisogni effettuata a livello nazionale e regionale.

sanguefreddoOggi il Centro Nazionale Sangue ha invitato le Associazioni dei donatori di sangue ad azioni mirate di coinvolgimento, perché in diverse Regioni il termometro del sangue segna rosso, complice la situazione climatica che attraversa il paese e che ha bloccato una buona fetta di cittadini e a causa del picco influenzale che sta coinvolgendo molti donatori periodici.

Si tratta di una vera e propria emergenza, magari quella di cui non si parla ad alta voce perché non è legata ad un evento catastrofico, ma è comunque un’emergenza. In molte Regioni mancano globuli rossi e piastrine, sono terminate le scorte predisposte ed è difficile attuare compensazioni tra le Regioni per sopperire a questi bisogni. Le richieste, infatti, sono aumentate in questo periodo. E questo significa che in molti ospedali si è costretti a sospendere gli interventi chirurgici programmati, o che non c’è disponibilità per intervenire su emergenze, o ancora non è possibile curare quanti necessitano costantemente di trasfusioni come ad esempio i malati oncologici o i talassemici. E di storie di riceventi che devono la vita ai donatori ne abbiamo raccontate tante e continueremo a farlo in futuro.

Ed ancora non è possibile procedere con i trapianti: proprio oggi sono stati presentati i dati relativi al 2016. Dati confortanti che evidenziano un aumento del 13% (3268 trapianti effettuati, rispetto ai 3002 del 2015) e un aumento superiore al 20% per quanto riguarda i trapianti da donatore vivente. Perfetto, ma anche in questo caso bisogna ricordare che per alcuni trapianti di organo il numero di unità di emocomponenti utilizzati è davvero molto alto e che in una situazione come quella che si registra oggi è difficile procedere ad un intervento di questo tipo.

poltronevuoteÈ vero, la terapia trasfusionale è un LEA, un Livello Essenziale di Assistenza: ossia deve essere garantita dal Sistema Sanitario Nazionale; ma è pur vero che il sangue non si fabbrica (per ora), si può solo donare (e in Italia in modo anonimo, volontario e non remunerato). Allora è necessario che quanti sono in possesso dei requisiti per poterlo fare si rimbocchino le maniche, o una sola, per permettere al Sistema sangue nazionale di poter funzionare al meglio e per superare anche questa emergenza.

Cristiano Lena, responsabile comunicazione FIDAS Nazionale

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