Perché anche FIDAS chiede la verità per Giulio Regeni

Domenica scorsa, durante la 35° Giornata del donatore FIDAS, in migliaia ci siamo ritrovati a Gorizia a conclusione del Congresso nazionale. I giovani FIDAS hanno fatto proprio il messaggio lanciato da Amnesty per chiedere “Verità per Giulio Regeni”. Qualcuno vedendo le immagini della sfilata per le vie di Gorizia ha chiesto cosa c’entra la FIDAS con la vicenda. A rispondergli è Andrea Grande, coordinatore nazionale Giovani FIDAS.

“La Giornata del donatore che conclude il congresso annuale della FIDAS non è una festa, nemmeno una passeggiata, o l’occasione per una “gita fuori porta”. Quello che sfila per le strade di tutta Italia è un corteo di testimonianza. Con la Giornata del Donatore, infatti, testimoniamo da trentacinque anni il nostro impegno sociale e la nostra speranza in un mondo di pace, solidarietà e giustizia.
Per la gioia e la leggerezza che contraddistingue il nostro stile, per le bande musicali ed i costumi tipici che alcune Federate esibiscono, può sembrare una sorta di grande festa collettiva. Qualcuno potrebbe azzardare di pensarla solo come un grande esercizio di socialità. Ma non è così, perché ogni anno, assieme alla “festa”, diamo gambe ai nostri valori.
E sono proprio quei valori sopra citati che ci richiamano, oggi, a due atti: uno di consapevolezza nell’accettare che il mondo ci pone sfide fortemente interconnesse tra loro. L’altro di coraggio nel saper raccogliere quelle problematiche trasversali ed affrontarle uscendo dal nostro piccolo orticello.
In altre parole, senza i nostri valori di pace, solidarietà e giustizia verrebbe meno il dono del sangue come lo conosciamo, e la FIDAS con lui. Ogni attacco, ogni calpestamento ai valori cui facciamo riferimento è una mina posta sotto la nostra stessa esistenza.
Quella di Giulio Regeni è una storia che ci tocca nel profondo perché era un ragazzo animato dai nostri stessi ideali e speranze. Connotato dalla ugual passione per l’impegno sociale. Portare avanti la sua causa chiedendo verità e giustizia significa difendere i nostri valori. Ecco perché abbiamo, orgogliosamente, portato uno striscione di Amnesty International chiedendo verità per Giulio nella 35° Giornata del Donatore a Gorizia.

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