Anata no ketsuekigata wa nandesuka? Contadini, cacciatori, commercianti o guerrieri….in Giappone è tutto scritto nel sangue

Se mai vi capiterà di visitare il paese del Sol Levante e conoscere qualche giapponese, una delle prime domande che potreste sentirvi fare è: “Anata no ketsuekigata wa nandesuka?“ e cioè “di che gruppo sanguigno sei?”. Una richiesta che, solitamente, non è tra le prime ad essere rivolte per conoscere una persona, almeno nel mondo occidentale. Il perché è da ricercarsi nella credenza tipicamente giapponese, ma diffusa anche in altri paesi orientali limitrofi, che l’appartenenza ad un determinato gruppo sanguigno influisca sulla personalità di una persona, con implicazioni nella vita quotidiana, nel lavoro e nei rapporti sentimentali, in maniera similare a quanto avviene da noi con i segni zodiacali e l’oroscopo.

8. calziniUna piccola premessa: si tratta ovviamente di superstizione senza alcuna base scientifica, nonostante siano state svolte alcune ricerche sull’argomento. Dopo la scoperta e l’identificazione dei gruppi sanguigni da parte del biologo austriaco Karl Landsteiner agli inizi del Novecento, il primo a ricercare una connessione tra sangue e personalità fu il dottore giapponese Hara Kimata nel 1916, ma studi più approfonditi vennero effettuati nel 1927 dallo psicologo nipponico Takeji Furukawa. Lo psicologo nel suo Studio del temperamento attraverso i gruppi sanguigni ha per primo formulato la teoria effettuando una ricerca tramite l’osservazione delle studentesse del suo corso di studi e attribuendo ad ogni gruppo sanguigno degli specifici aspetti caratteriali e comportamentali. Nonostante fosse evidente che il numero esiguo delle studentesse su cui vennero effettuate le ricerche non avesse né una rilevanza statistica adeguata né una solida base scientifica, questa teoria seguì una breve parabola venendo inizialmente accolta per poi essere dimenticata.

Negli anni ’70 il giornalista Masahiko Nomi, rifacendosi alle teorie precedenti, seppur privo di qualunque background medico o scientifico, pubblicò il libro Capire le affinità in base al gruppo sanguigno che divenne in poco tempo un best seller e in seguito al quale la teoria si diffuse a macchia d’olio penetrando definitivamente in molti ambiti e creando addirittura un nuovo mercato: ad oggi in terra nipponica, ci si può imbattere dalle più classiche agenzie matrimoniali che abbinano le coppie in base al gruppo, alle diete personalizzate fino ad arrivare ai vari prodotti di largo consumo (asciugamani, bagnoschiuma, perfino condom), tutti ovviamente distinti e adatti ad un particolare gruppo.

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Quali sono quindi le diverse caratteristiche che identificano ogni tipologia?

Gruppo A: gli appartenenti a questo gruppo sono considerate persone serie, oneste, sensibili, riservate, pazienti e responsabili. Di contro sono visti come testardi, ansiosi e schizzinosi. Vengono rappresentati con la figura del contadino. In generale sono persone molto attente, empatiche, sanno mantenere la calma anche in condizioni più stressanti, oltre ad essere molto responsabili e grandi lavoratori. In Giappone sono circa il 40% della popolazione.

Gruppo B: si ritiene che le persone con questo gruppo siano creative, passionali, attive e intraprendenti con molta fiducia in loro stessi, anche se poco affidabili ed egocentrici. Presentano tratti esattamente opposti al gruppo A e la figura a loro riferita è quella del cacciatore. In generale sono curiosi per natura, sono spesso preda dell’entusiasmo che scemerà di lì a poco. Circa il 20% dei giapponesi appartengono a questo gruppo.

Gruppo AB: le persone AB presentano tratti contrastanti derivati da una combinazione dei tratti di A e B.  Chi rientra in questo gruppo è empatico, organizzato e razionale. Di contro è molto sensibile, imprevedibile smemorato e irresponsabile. In Giappone i soggetti di questo gruppo sono da non preferire, sono rappresentati dalla figura del commerciante e rappresentano il 10%.

Gruppo 0: gli individui di questo gruppo tendono ad essere pacifici, ambiziosi, generosi e di indole indipendente, sempre con gli obiettivi ben chiari. Al contempo possono essere egocentrici, freddi e insensibili. Vengono ritenuti adatti a ricoprire ruoli di leadership (non a caso spesso i primi ministri appartengono a questo gruppo) e la figura ad essi legata è quella del guerriero. Rappresentano circa il 30% della popolazione.

Secondo le credenze popolari, il gruppo A va d’accordo con altri A e AB, B è compatibile con B e AB, 0 con AB e 0 ed infine AB con tutti.

Lo psicologo Masao Ohmura, docente presso la Nihon University, ritiene che l’origine di questa credenza popolare debba ricercarsi nella generale omogeneità della popolazione giapponese, a livello etnico-culturale: la differenziazione tramite l’assegnazione di etichette dei gruppi sanguigni permette di creare un’illusoria diversità.

Giuseppe Natale, redazione NOI IN FIDAS

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